Ops! Mi si è rimpicciolito il piede!

Crescono con noi, aumentano di taglia come i fianchi che sostengono e quando reclamano quella mezza misura in più è il bruciore acuto sul quinto metatarso a farcelo capire. Detta alla Topo Gigio, il mignolino s’arrossa o si gonfia come una palla da rugby.

Sono loro, i piedi. Troppo spesso associati all’olezzo di verbena che emanano a fine giornata, talora con note di patchouli se si è reduci dallo jogging serale. Lo stress a cui sono sottoposti ogni giorno è immane: basti pensare che, per buona parte dell’anno, li teniamo protetti dentro contenitori muniti di suola, avvolti in guaine di lana o cotone e ben pressati dal loro kit avvolgente come cotechini nello spago.

E se, col passare degli anni, le dimensioni di ogni arto del corpo aumentano, non fanno eccezione quelle dei piedi. Immaginate cosa significhi reggere il peso di tutta la baracca ogni secondo della giornata, con la sola pausa notturna, in cui, a essere sotto sforzo, è il materasso. Nel frattempo cresciamo: le gambe si allungano, il busto si allarga, le caviglie, da achillee, divengono vichinghe. In alcuni pachidermiche. Schiacciato dai chili in continuo aumento, anche il piede, sfatto, s’ingrossa, con buona pace del sandalo fasciato che doveva esaltare un decolleté snello, invece che un tacchino da Thanksgiving.

Ma, come con lo zoom, col piede non funziona solo la proprietà “ingrandimento”, perché – ebbene sì – può rimpicciolirsi. Me lo svela, stasera, un articolo del Bild (https://www.stylebook.de/fashion/darum-veraendert-sich-die-schuhgroesse?ref=1): dopo un breve vademecum sul rischio che il piedino di Cenerentola si trasformi in quello di Hulk, il quotidiano tedesco m’illumina d’immenso. Secondo Marlon Schulmeister, fisioterapista e podologo, «Una posizione scorretta delle dita dei piedi, come quando sono messe “a martello”, può indurre il piede a rimpicciolirsi e alla necessità di una scarpa più piccola». A causare gli atteggiamenti sbagliati del membro mefitico sono quasi sempre le scarpe. Se di taglia sbagliata – osserva Schulmeister – fanno eccessiva pressione sui tendini, che, nel tempo, s’indeboliscono fino ad accorciarsi.

bum

Occhio al numero, dunque! Quello stivaletto taglia 38 che non resisti dal comprare, ma che ti strizza l’allucione come uno spremiagrumi, può esserti fatale. Per il piede e per la salute, dato che tendini stressati e malformazioni plantari o digitali sono spesso causa di malattie. Meglio una rinuncia consapevole e un riguardo in più a coloro che ci consentono di deambulare, piuttosto che uno sforzo eccessivo, magari per mera vanità.

La scarpa si cambia, il piede no. E quello deve sopportarti fino all’ultimo giorno della vita. Perciò, fagli un favore: evita il tacco a spillo o lo zoccolo da contadina bergamasca e prediligi la linea essenziale, morbida e sinuosa di colei che sarà sempre dalla tua parte. Nella gioia e nel dolore. Dalla mattina alla sera.

La ciabatta.

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